Testimonianze - 

Aperitivi cenati marzo 2018

14 Marzo 2018: Gli aperitivi cenati di evangelizzazione "Youth Happy Dinners" per ragazzi dai 17 ai 30 anni, sono ripartiti!

Serate a tema con musica, cibo, giochi e nuove amicizie. Una opportunita' per incontrare nuova gente, condividere gli argomenti fondamentali della vita, conoscere una Chiesa divertente che presenta un Dio "affascinante".

Ogni mercoledi',dalle 19:30 c/o il salone parrocchiale.
 
          
 
 
  Aperitivi cenati - dicembre 2013 - Gragnano (Napoli)

  Nel mese di dicembre 2013, l'equipe degli aperitivi cenati della nostra parrocchia e'stata invitata dalla comunità parrocchiale di S.Erasmo di Gragnano (Napoli) per tenere un corso di formazione ai giovani catechisti ed educatori locali perche interessati a far partire anche da loro l'attività di evangelizzazione denominata "aperitivi cenati" indirizzata a tutti quei ragazzi compresi nella fascia di età fra i 15 e i 25 anni che sono lontani da un qualsiasi percorso di fede.  Sono stati 2 giorni intensi e ricchi di lavoro ma decisamente entusiasmanti perché vedere che piano piano, anche altre parrocchie italiane iniziano a sensibilizzarsi sempre più verso la necessità di avvicinare coloro che non hanno ancora conosciuto personalmente l'amore di Dio, e motivo grande gioia.                                                                                                                                                          Marco

 

     

  

 

 

Aperitivi cenati - febbraio - maggio 2013
Fra i tanti servizi richiesti negli aperitivi cenati c’è quello della cucina.
Le mamme dei ragazzi che organizzano insieme gli aperitivi cenati, sono invitate a prestare il loro servizio nella cucina preparando per 13 serate un ricco buffet pieno di prelibatezze fatte in casa. Alcune mamme hanno aderito cucinando dalle 16:00 tutti i mercoledì, altre hanno portato qualcosa di già pronto preparato a casa loro, altre ancora hanno pensato all’acquisto delle bevande; ognuna ha dato secondo le proprie possibilità.
Anch’io ho prestato questo servizio. Ogni mercoledì alle ore 16:00 arrivavo in parrocchia con le altre cuoche e come prima cosa alzavo le tapparelle delle cucina ed ecco che quel locale così buio e freddo si riempiva di luce; con essa sembrava entrare con dolce veemenza un Gesù un po’ speciale. 
Indossava un grembiule bianco ed un cappello da chef gonfio come un soufflè.
Era un Gesù che parlava poco ma che lavorava con gioia e celerità, si muoveva con grande dimestichezza tra di noi, i fornelli e le pentole. Noi ci riempivamo di allegria e di voglia di fare e Lui, passando tra di noi ci legava con un filo sempre più stretto. 
L’impaccio e la timidezza iniziali lasciavano spazio all’intimità e alla spontaneità. Le nostre preoccupazioni e i nostri problemi sparivano in mezzo alle pizze appena sfornate, nel profumo del pan brioche, affogavano nelle creme chantilly e pasticcere per far sentire che l’amore di Dio passa anche attraverso un piatto cucinato con cura.
Poi è successo qualcosa! Una sera mi sono sentita come se fossi non nella cucina della parrocchia ma in quella di casa mia. Ho provato una familiarità, una confidenza con quei ragazzi che entravano ed uscivano dalla cucina che mi ha stretto il cuore. Eravamo una famiglia!
Ho pensato come nel silenzio attraverso dei gesti umili quali quelli di cucinare, l’amore di Dio passa con una potenza straordinaria.
Ma questo è successo perché ho capito che lì in cucina c’era Gesù, come c’era Gesù seduto ai tavoli del salone dove si svolgevano gli aperitivi ma soprattutto Lui era presente in chiesa in quell’ostia bianca davanti alla quale molti pregavano per il buon esito di tutto.
Tutto accadeva perché c’era Lui, Gesù, questo motore perpetuo che non smette mai di amarci e dispensarci grazie.

Rosella
 

 

In questi mesi, ho finalmente riscoperto la sensazione di pace, di riflessione e di ascolto della voce di nostro Signore, aspetti che, troppo spesso, mettiamo in secondo piano, durante la nostra vita quotidiana.
Quando ho cominciato questo cammino di condivisione e di conoscenza di se stessi, ero molto scettico, ma la curiosità e le testimonianze positive che mi sono state date, mi hanno fatto scoprire una bellissima comunità, dove si uniscono al divertimento e al gioco, l'ascolto della parola di Dio.
Mi sono meravigliato di come possa essere la parola di Dio, così attuale e così vicina ai miei problemi e alle mie insicurezze, e di come abbia messo al centro della mia attenzione valori come il senso della comunità e la condivisione. Grazie.
                                                                                          
Emanuele (giugno 2012)

Gli aperitivi cenati, o meglio, cene alpha, sono un modo molto innovativo e piacevole di avvicinare i giovani a Dio. Il nome stesso significa inizio, è infatti  un inizio del cammino verso Dio. Sotto l'aspetto di un aperitivo e di una chiacchiera tra ragazzi si affrontano temi che riguardano Dio, la fede, la comunità, la chiesa.
Io non sono mai stata molto religiosa, l'ultima volta che mi ero confessata e che ero andata in chiesa è stata la mia prima comunione, quando avevo 13 anni, adesso ne ho 19! Nel mio caso è un mio amico che mi ha invitato a venire.
Ho accettato l'invito ed ho trovato un ambiente piacevole e le cene sono cominciate ad essere un appuntamento ogni martedì. Sentendo le parole di Don Valentino e poi condividerle con gli altri mi ha portato a riflettere su cose che prima non mi avrebbero sfiorato neanche il pensiero. Da queste cene ho capito di quanto gli umani, e quindi io stessa, abbiamo bisogno del Signore. Questo mi ha spinto ad iniziare un cammino verso di lui, a pregare di più e ad andare a messa! Ho scoperto come la parola del Signore e la preghiera può darti più fiducia e forza. Quindi le cene alpha sono un'invito, una chiamata di Dio, dopo sta a noi scegliere di aprire la porta o rimanere nel buio!
                                                                                                  Silvia (giugno 2012)