Palermo - 23 al 25 aprile 2016 - 2° incontro nazionale Leader Cellule Parrocchiali

Un  gruppo di nostri Leader di cellula, ha partecipato a questo importante incontro che ha visto la presenza di circa 800 persone.

Due date sono state messe in evidenza, il 29/05/2009 data di consegna dello Statuto alla Santa Sede per verificarne l'efficacia e la validità  e il 12 aprile 2015 data di approvazione e riconoscimento ufficiale delle CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE dalla Chiesa.

Si sono ascoltati relazioni volti a formare il leader di cellula attraverso l’Annuncio della bellezza del Vangelo per  un cammino spirituale serio e costante.

Don Pi.Gi. Perini, fondatore e presidente dell’Organismo, ha tenuto  una catechesi sul tema Le cellule, seme per una comunità missionaria, valorizzando il concetto che si può partire in missione anche rimanendo a casa propria, semplicemente raccontando a chi abbiamo vicino (il nostro OIKOS), come e quando abbiamo incontrato Gesù e cosa da qual giorno è cambiato nella nostra vita.

Paola Marangione, di Milano ha fatto memoria del cammino fatto insieme nei 30 anni di vita delle cellule. Enrico Massari, Responsabile delle cellule  italiane, ha trattato il  tema Il leader ascolta la Parola di Dio.

Don Paolo Fenech, sacerdote di Malta e vicepresidente dell’Organismo, ha parlato  di come Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce, sottolineando che una volta che abbiamo seminato sarà Dio a custodire quel seme, insieme allo Spirito Santo e alla nostra preghiera, a farlo germogliare e crescere con la sua cura.

Don Samuele Biondini di Città di Castello con un intervento dal titolo Come ho fatto io, così fate anche voi, conferma quanto il leader sia una figura al servizio dei fratelli e della comunità.

Altre due riflessioni da temi molto significativi: La Parrocchia, comunità che accoglie (riflessione guidata da don Narciso Danieli di Mestre) e La Parrocchia comunità che attira, (Padre Salvatore Orofino di Palermo).

Don Valentino Iezzi di Pescara, il nostro parroco, ha concluso l’incontro con un intervento dal titolo Per una comunità parrocchiale missionaria, confermando quanto la parrocchia possa diventare “chiesa in uscita”, tema molto caro anche a  Papa Francesco.

TESTIMONIANZA DI SERENA

Mi chiamo Serena, ho 30 anni e da circa 2 sono coleader della cellula Santa Lucia di Pescara.
Quando in parrocchia ci hanno parlato del Convegno Nazionale per i leader di Palermo ho subito avvertito il desiderio di partecipare e ho dato la mia adesione già dal'inizio. Bè, questa attesa è stata fortemente ripagata da un'esperienza bellissima sia perché vissuta con una parte di comunità (e potete solo immaginare quanto ci siamo divertiti) ma soprattutto perché si è sentito forte il passaggio del Signore in tanti momenti vissuti. Dall'Adorazione Eucaristica guidata da Don Salvatore Orofino, in cui, tra le profezie, il Signore ci ha donato una parola proprio per noi Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione ("Il Signore, vostro Dio, vi ha moltiplicati ed eccovi numerosi come le stelle del cielo. Il Signore, Dio dei vostri padri, vi aumenterà mille volte di più e vi benedirà come vi ha promesso" - Dt 1, 10-11), alle varie esperienze raccontate dai tanti parroci e laici presenti. Esperienze che hanno parlato di vita vera, vita quotidiana "spesa" per annunciare l'Amore di Gesù per noi agli altri, ognuna di loro mi ha arricchito e mi ha fatta interrogare sul mio servizio.
"Lo sto svolgendo come Lui vuole?"
"Mi metto completamente al servizio degli altri?"
"Accolgo tutte le persone che il Signore mette sulla mia strada senza giudicare?"
"Lascio fare a Lui o voglio sempre metterci del mio?"
Sono queste le domande che durante quei 3 giorni mi interrogavano, e passo dopo passo, ad ogni testimonianza si aggiungeva un tassello che mi permetteva di rispondere alle domande.
Alla fine di questa esperienza non sarei voluta andare via, non sarei voluta tornare alla vita "normale" (un po' come mi succede dopo ogni ritiro), sarei voluta rimanere lì, in quell'ambiente pieno dell'Amore di Gesù, ma questo non è quello che ci viene chiesto.
Il nostro compito è portare quell'Amore che abbiamo ricevuto e sperimentato ai tanti fratelli e sorelle assetati, affamati di speranza e di Amore.
Il mio proposito allora è proprio questo, mettermi al servizio degli altri con gioia e serenità, cercando di trasmettere, nel miglior modo possibile, tutto quello che ho ricevuto e che ricevo quotidianamente da Dio.