TESTIMONIANZE

Aprile 2012 - Corso "Seguimi"

Questa domenica al Seguimi siamo stati in compagnia di Maria.

Maria è il dono più bello che Gesù ci fa ogni giorno. Lui stà lì, sulla croce, rinuncia a Sua madre per darla a noi. Perché il compito di Maria è uno solo: accompagnarci verso Gesù così come fa una madre premurosa con il proprio figlio. E lo fa iniziando Lei per prima: dicendo SI all’Angelo Gabriele mandato dal Signore (Lc 1 vv26-38).
 
Tutta la catechesi è stata incentrata su queste due lettere, all’apparenza insignificanti, ma che hanno cambiato la storia di tutti noi. Il SI di Maria è un si vero, profondo, quel Suo “eccomi sono la Serva del Signore” m’ha fatto capire la sua umiltà e la sua totale fiducia verso Dio. Quando l’Angelo le è apparso, Maria era molto giovane ed inesperta; eppure, al contrario di Zaccaria che era un sacerdote (Lc 1 vv8-25),  crede subito. E questo SI, si rinnoverà molte volte: sul Calvario, sotto la croce, perfino dopo la morte di Gesù, Maria attenderà con fede lo Spirito Santo. Ecco questo è un altro dono che il Signore ci fa: lo Spirito Santo è Gesù che agisce nella vita di Maria “concepì per opera dello Spirito Santo” e nella nostra vita, rendendoci persone nuove attraverso i sacramenti ed i carismi.
 
Durante la condivisione è stata una scoperta il potermi paragonare a Maria, perché Lei è la madre di Gesù, è colei che ha generato il Suo creatore, e, almeno all’inizio, mi sembrava una cosa un po’ assurda. Eppure durante il rosario, che abbiamo recitato tutti insieme, Lei era lì che pregava per ognuno di noi, che pregava per me ed insieme a me Gesù. Mi ha presa per mano e mi ha accompagnata davanti al Signore nel momento dell’adorazione.
Quante volte avrei potuto dire di si, ma non l’ho fatto…un po’ per paura, un po’ per la poca fiducia che ho nei Suoi confronti. Credevo che quell’unico si detto poco fa bastasse, mi sentivo già “arrivata”! Invece no, bisogna prendere Maria come modello di fede, perché ognuno di noi è chiamato a dire si, ma non una volta sola… perché in fondo il bello della vita è proprio questo: scegliere di dire a SI al Signore, scegliere di aprire la porta e farLO entrare ogni giorno nel nostro cuore.

 Gennaio 2012 - Corso "Seguimi"

Un paio di mesi fa ho ricevuto un invito che mi diceva: “Seguimi”. All’inizio ero molto dubbiosa se andarci o meno, perché  non pensavo potesse servirmi. In fondo a messa ci vado, i ritiri li faccio, sono entrata pure in cellula…a cosa mi servono queste ulteriori giornate di catechesi?? Però c’era una vocina dentro di me che diceva “seguiLO, seguiLO” ed ogni giorno si faceva sempre più forte.

Così in un clima di gioia e famigliarità ho fatto la conoscenza di due splendide persone, Clotilde e Pietro, che, insieme a don Valentino e don Marco, mi hanno portato nella vita di Zaccheo (Lc 19, 1-10).

Zaccheo è un uomo che nonostante le sue ricchezze e il suo potere cerca Gesù. E lo cerca perché in fondo è insoddisfatto, ha tutto eppure gli manca la cosa più importante: Gesù nel suo cuore. E così lo cerca: lo cerca tra la folla, corre verso il sicomoro, vi si arrampica sopra, fino a quando è lo stesso Gesù a chiamarlo e a dirgli che vuole entrare in casa sua. Ed è proprio quello il momento in cui Zaccheo sperimenta il Suo Amore. Quell’Amore che Gesù ha per lui fa si che Zaccheo si converte e cambia la sua vita fino ad applicarsi la pena più alta (quella di restituire il quadruplo a chi aveva derubato).

Perché è solo quando tu sperimenti l’Amore che Gesù ha per te ti rendi conto che niente ha più senso se non c’è Lui; e così, in automatico, senza neanche che te ne accorgi cambi prospettiva nella vita, cambi modo di vedere le cose.Durante la catechesi mi sono immaginata al posto di Zaccheo, e così mi sono chiesta a che punto mi trovavo con la ricerca di Gesù. Ero tra la folla? Sull’albero? Oppure ancora attaccata alle mie “ricchezze” come lo era prima Zaccheo?

Mi sono rivista divisa tra i tanti impegni della giornata (università, famiglia, clown, lavoro, amici) che per il Signore io proprio il tempo non c’è l’ho. E se ce l’ho lo metto in fondo alla lista. E nonostante non occupi il posto principale Lui mi ha concesso comunque la grazia di correre verso il sicomoro e di salirci sopra. Ma nel momento in cui Lui mi dice “Chiara scendi perché oggi devo fermarmi a casa tua” io sono lì sopra all’albero, molto titubante, che gli dico se può ripassare domani. Oppure lo faccio entrare in casa, però gli dico in che “stanza” può entrare e dove, invece, è meglio che non entri. E questo il Signore m’è l’ha fatto capire durante l’adorazione che abbiamo fatto subito dopo la catechesi.

E’ stato un momento bellissimo, intimo, dove Lui era veramente presente vicino a tutti noi, vicino a me. Ed io lo ringrazierò sempre perché, nonostante la mia poca fiducia ad abbandonarmi totalmente a Lui, ogni mattina, appena apro gli occhi, me lo trovo davanti che mi dice “Chiara OGGI devo entrare in casa tua!”

                                                                                                              Chiara