Giornata mondiale della gioventù di Cracovia. 26-31 luglio 2016

Un nutrito gruppo di giovani parrocchiani ha voluto vivere, con la guida di don Valentino, un'esperienza straordinaria insieme ad un migliaio della nostra Diocesi e a milioni di giovani di tutto il mondo a questo incontro con il Papa.

    Sono stati visitati luoghi significativi come l’ex campo di sterminio di Auschwitz e il santuario di Częstochowa, con la sua Madonna nera. Un luogo, quest’ultimo, dove i nostri sono stati protagonisti avendo animato con i canti la messa trasmessa dalla RAI domenica 24 e presieduta dal nostro arcivescovo Valentinetti.

    
L'incontro con Papa Francesco è stato esaltante. «È stata un’esperienza positiva – spiega monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne -, abbiamo vissuto dei giorni intensi, di grande riflessione e spiritualità. Abbiamo vissuto una vita comunitaria 24 ore su 24 e sicuramente abbiamo condiviso delle bellissime esperienze non solo di fede, ma anche di visita di questa nazione che ha una bella realtà di storia e cultura da mostrare».

    

L’arcivescovo rivolgendosi ai giovani ha dato appuntamento venerdì 14 ottobre al Santuario del Beato Nunzio Sulprizio, a Pescosansonesco,per il raduno giubilare di tutti i giovani dell’arcidiocesi di Pescara-Penne».

        

 Una sera con le donne del progetto Lapedream della Caritas - Maggio 2014

Innanzitutto come premessa vediamo che cosa è il  progetto  Lapedream Caritas Diocesana: 
Lapedream è un progetto che nasce dalla collaborazione della Caritas Diocesana con il comune di Pescara. Si tratta di un centro di accoglienza per donne richiedenti asilo e rifugiate con minori.
“ Ma Chi sono i rifugiati?”
Un rifugiato è una persona costretta a lasciare il proprio paese per fuggire da una condizione di pericolo. In molti paesi africani infatti non solo ci sono guerre ma la condizione della donna  non è riconosciuta né tutelata.  Sono dunque persone  che abbandonano il loro paese senza un progetto migratorio, che si trovano all’improvviso a dover lasciare la propria casa, il proprio lavoro,  i propri cari senza alcuna certezza di poterli rivedere.
 Il centro ospita attualmente  8 donne di cui una incinta e 4 bambini.  All’interno della casa di accoglienza le donne vengono ospitate per un periodo che va da 6 mesi a  un anno circa. In questo tempo l’equipe multidisciplinare che opera all’interno del centro, sostiene e accompagna le ospiti in un percorso di ricostruzione della propria vita, cercando di favorirne per quanto possibile un buona integrazione sul territorio. Le ragazze vengono così aiutate nell’apprendimento della lingua, nella conoscenza e fruizione  dei servizi, nell’inserimento all’interno del tessuto sociale, nella ricerca di una casa e di un lavoro. Attraverso il  prezioso contributo di molti volontari  all’interno del centro si svolgono inoltre corsi di italiano, cucina, economia domestica, baby-sittng ; attività che  aiutano a sostenere le ospiti nel raggiungimento di una propria autonomia
 
Alcune testimonianze dell'incontro:
“Mercoledì scorso, con "Alabaré" il mio gruppo di amici e di preghiera, invece del solito incontro spirituale, siamo stati in una struttura gestita dalla Caritas. Li abbiamo, anzi, ho conosciuto la sofferenza provata dalle donne in altre parti del mondo. Infatti non avevo mai immaginato l'esistenza di situazioni talmente difficili e diverse dalla mia: ascoltando la testimonianza di una ragazza fuggita dal suo paese...mi sono letteralmente sentito nella "bambagia", non solo per lo stile di vita che faccio o per il cibo che ho, ma soprattutto perché la sera mi addormento in pace, e non ho paura per la mia vita. 
Mi sono reso conto che la tranquillità é un privilegio di cui non tutti godono.
Una delle ospiti della casa festeggiava proprio mercoledì la sua uscita dalla struttura: questo é in realtà un evento positivo perché significa che l'obiettivo di mesi o addirittura anni di lavoro ed impegno é riuscito: rifarsi una vita qui in Italia. Mi hanno colpito infine le donne, le "operatrici" della caritas; in particolare Luigina ed il suo modo di dare affetto mi ha fatto ricordare di quanto l'amore si moltiplichi donandolo.
Ringrazio il Signore di avermi aperto gli occhi e del fatto che oggi, esiste gente che non lavora tutti i giorni solo per profitto, ma che lavorando dona amore.”
                                                            Alessio D’Antonio
Cosa ho visto quella sera in quella casa di accoglienza?
Coraggio! Tanto coraggio! Coraggio di quelle donne di prendersi la propria vita in mano e fuggire, senza sapere dove, senza avere la benché minima idea di ciò che sarà il loro futuro! 
Coraggio delle operatrici di scegliere di dedicare la propria vita agli altri!
Ho visto persone non sconfitte dal proprio passato, ma piene di speranza e gioia di vivere, piene di sogni!
Prima di entrare e cenare con le ragazze, Luigina ci ha detto: per me è una grande ricchezza lavorare qui!
Quando ho sentito la storia di Serah , quando ho visto la commozione di chi va via allora ho capito….
Vedere persone che escono da una situazione drammatica e poi vederle che hanno di nuovo una vita, e sapere di essere state anche se per poco  la mano che le ha aiutate a sollevarsi da terra, significa provare una gioia che penso nient’altro possa darti!
Mi è rimasto nella mente uno sguardo tra Luigina e Serah, quando lei si vergognava di suonare  la chitarra e ha guardato subito Luigina. Le è bastato quello, il suo incoraggiamento per cominciare a provare!
Mi ha fatto capire quanto è importante per queste persone avere qualcuno che le sostiene e  che dia loro coraggio!!!
Ho riflettuto anche su quante volte anche io, stupidamente  ho pensato, quando  vedevo gli stranieri sull’auto: ma queste persone che vengono a fare qui!
 Stupida che non sei altro! Perché loro non dormivano tranquille la sera nel loro letto, come invece lo sei tu!”
                                                Silvia 
 

USCITA DI PRIMAVERA AD ORSOGNA 10 aprile 2011

 Il sogno di Abramo e Sara era quello di avere un figlio, arrivati alla vecchiaia senza eredi Abramo procreò un erede servendosi della schiava di Sara, nacque così Ismaele. La schiava, madre del figlio di Abramo, iniziò a prevaricare su Sara e venne allontanata dalla casa. Dio parlò ad Abramo dicendogli che gli avrebbe dato un figlio da Sara, la donna rimase incinta e Abramo divenne padre di Isacco. Dio assicurò ad Abramo che si sarebbe preso cura di Ismaele nonostante non vivesse più con lui e che avrebbe fatto di Isacco una “grande nazione”.

Questi brani ci hanno fatto capire che Dio ha un progetto di gioia per ognuno di noi, anche se spesso non ci dà ciò che desideriamo come e quando lo vogliamo.
Ismaele rappresenta i sogni che noi cerchiamo di realizzare basandoci solo sulle nostre possibilità umane, Isacco, al contrario, rappresenta la realizzazione di un sogno secondo il progetto di Dio.
Don Valentino ci ha posto delle domande riguardo i nostri sogni e su come vogliamo realizzarli. Abbiamo fatto una piccola pausa e giocato a ruba bandiera e ci siamo divertiti molto. Alle 17 abbiamo iniziato la penitenziale, c’è stato il segno dei polsi legati con delle bende per capire che il peccato fa male, ci stringe ed è scomodo, e dopo esserci confessati il sacerdote scioglieva le nostre bende. Alla fine della penitenziale abbiamo scritto sulle bende i nostri peccati e le abbiamo bruciate, capendo così che Dio ci libera dai nostri peccati tramite la confessione.
Per concludere Serena ci ha portato degli squisiti dolcetti al cocco per mostrarci la dolcezza del perdono di Dio J.
Dopo una piccola pausa, sono venuti a trovarci Mario e Claudia, una coppia della parrocchia. Ci hanno raccontato la loro esperienza riguardo il sogno di avere dei figli. Non riuscendo ad averne pensarono all’adozione, ma alla luce di continue problematiche neanche questa sembrava la strada per loro. Ormai stremati e demoralizzati Mario e Claudia si abbandonarono totalmente al volere di Dio e nel giro di 10 giorni, quando ormai stavano per rinunciare al loro sogno di essere genitori, il tribunale li chiamò dicendo che c’era una bimba di 30 giorni che li aspettava. Increduli ma allo stesso tempo felicissimi realizzarono che il Signore stava esaudendo il loro sogno e iniziarono così la loro vita in 3.
Ormai giunta la sera abbiamo recitato i vespri e siamo tornati a Pescara.
È stata per tutti noi del Granello un’esperienza profonda in una giornata bellissima.
                                                                                                            Chiara                          
                                                                                                                                             ARGOMENTI DEGLI INCONTRI (gen – feb 2011)
Gli incontri che si sono svolti negli ultimi martedì hanno avuto come temi: l'ascolto, la comunicazione e la conoscenza del proprio corpo. Per quanto riguarda il tema dell'ascolto è emerso chiaramente come ascoltare una persona e sentire una persona non è la stessa cosa. Infatti le due espressioni non hanno lo stesso significato e pertanto i due verbi, che nel linguaggio comune usiamo indifferentemente, in realtà indicano cose molto diverse.
 
L'ascolto è quell'attività che ciascuno di noi compie quando dedica la più completa e totale attenzione nei confronti del proprio interlocutore. Un modo per riconoscere una persona che ascolta da una che sente è sicuramente osservare lo sguardo di chi ci sta di fronte. Chi ascolta ci guarda dritto negli occhi mentre chi ci sente, distoglie spesso lo sguardo da chi sta parando. Alla fine dell'incontro è stato inoltre sottoposto un test di auto-valutazione, volto a conoscere il grado di ascolto che ognuno possiede. 
 
L'incontro riguardante la comunicazione invece, ha permesso di comprendere meglio che i livelli di comunicazione sono 5:
a) conversazione stereotipata: quando non si ha interesse a parlare con una persona e le si rivolgono domande di rito del tipo: "Come stai?" e risposte: "Tutto bene"
b) conversazione standard: quando si parla del più e del meno, ossia si discute di argomenti come sport oppure si parla degli altri
c) esposizione del proprio modo di vedere le cose: quando cioè si fanno riflessioni personali
d) condivisione: quando una persona decide di condividere con l'altra delle sensazioni, sentimenti, impressioni personali
e) empatia: quando tra 2 persone c'è grande complicità e comprensione
 
 Infine l'incontro dedicato alla conoscenza del corpo è stato senza dubbio molto importante perchè ha dato a tutti tanti spunti di riflessione. Innanzitutto si è capito che l'importante non è essere belli o brutti, ma l'importante è piacersi, accettarsi e stare bene con se stessi, ma sopratutto capire che nessuna persona al mondo è perfetta ed immune da piccoli "difetti fisici". Perciò dal dibattito che è seguito è emerso che è necessario che rivediamo il rapporto con il nostro corpo e iniziamo ad apprezzarci per come Dio ci ha creati.
 
Nicolò

12 dicembre 2010 - Penne

Una giornata da ricordare per noi ragazzi del Granello! Tutti insieme per vivere istanti pieni di divertimento e riflessione! Dopo la messa domenicale il don ci ha trascinati tutti sul pullmino per andare a trovare il mitico frate Fabrizio a Penne! Dopo aver pranzato, giocato e scherzato un po’ tutti insieme all’aperto, siamo rientrati per la catechesi.
 
Il don ci ha spiegato che spesso ci attacchiamo a cose che non portano sempre fatti positivi. Mettiamo cornetti sotto i sedili e zampe di coniglio appese al collo pensando che aiutino a tenere lontana la iella oppure idealizziamo persone che spesso ci deludono. A mie spese ho imparato che queste sciocchezze non portano proprio a niente!
 
Pensiamoci un attimo insieme. Quante volte hai chiesto aiuto a qualcuno e te l'ha dato e quante volte ciò non è accaduto? Quante volte ti sei sentito solo anche se eri circondato da tante persone e da chi ti facevi guidare nei momenti di sconforto?
 
Io ho imparato a cedere il posto e far guidare qualcuno molto importante nella mia vita oggi! Qualcuno che mi ama con i miei pochi pregi e i miei tanti difetti, Qualcuno di incredibilmente grande che ha sacrificato suo Figlio per noi! Lui è una mamma, un papà, un fratello, un amico!!! A volte glielo chiedo.. "Signore ma dove mi porti?" e gli sterzo il volante anche volontariamente pensando che quello che sto facendo in quel momento sia buono.. Ma Lui è lì e mi fa capire che sbaglio.. Così gli ricedo il volante e la mia vita va avanti con Lui!
 
Questo è anche un po’ il riassunto di ciò che ci ha raccontato padre Fabrizio con la sua testimonianza. Bella esperienza condividere la sua storia con noi! Siamo stati bene e poi siamo tornati a casa con meno sassolini nelle scarpe grazie alle confessioni!
                                                                                                        Daniela
 

 

 

Campo estivo a Monte Soratte dal 2 al 8 agosto 2010 

       
Guagliòòòòòòòòòòòòòòòòò…
è il richiamo di don Valentino per invitarci alle attività!
 
E’ stata una settimana stupenda, ci siamo divertiti. Abbiamo cantato a squarciagola, ballato come i pazzi, recitato come dei veri attori. Abbiamo creato tutti assieme una grande comunità! Abbiamo sentito forte la presenza del Signore in mezzo a noi! Tutto questo soprattutto grazie alla nostra guida, LU BOSS…don Valentino!
 
Attraverso la parola ci ha insegnato a capire quanto noi siamo importanti gli uni per gli altri e quanto sia grande l’amore di Dio per ognuno di noi. Ci ha insegnato a guardarci dentro, a conoscerci nel profondo, a crescere per diventare veri uomini e vere donne.  
 
Attraverso i risvegli traumatici con manate, dita negli occhi, nelle orecchie, gavettoni ecc… abbiamo capito che in questo modo ci dimostra il suo affetto. A questo sono seguiti Lodi, Vespri e Ore Medie!
Vogliamo ricambiare dicendogli semplicemente GRAZIE per tutto quello che fa per noi!
                                                                                          I ragazzi e le ragazze
 
 
 
 

          

     

 

 

 

Domenica 10 aprile noi ragazzi del gruppo del Granello di Senapa siamo andati con don Valentino e Serena ad Orsogna per una giornata di ritiro.
Dopo la messa delle 10:30 siamo partiti e giunti a destinazione abbiamo pranzato nel prato fuori il convento francescano presso cui eravamo ospiti. Abbiamo riso, giocato e scherzato sotto il sole e poi ci siamo riuniti per parlare del tema della giornata basato su dei brani della Genesi che riguardavano Abramo e Sara.